IL GIARDINIERE IMPROVVISATO

 

 

 

20 dicembre 2004

 

Ancora storie di nemici...amici
Sabato prenatalizio, sette di sera: fra shopping dell'ultima ora e cene, le strade sono intasate. Perciò è con rassegnazione che su una trafficata e stretta provinciale in mezzo ai campi, intravedo una lunga fila di auto ferme. Il solito incidente. Non proprio il solito: l'auto prima della nostra, lampeggianti accesi, ha investito un animale. Sembra un gattino, si contorce. Senza troppo pensarci, mi precipito a soccorrerlo: non è un gattino, ma un piccolo di cinghiale. Un altro sfreccia ululando fra le auto in coda. Metto il ferito nel bagagliaio, e mi accorgo che ce ne sono altri due, sul ciglio della strada: morti o feriti gravemente. Eccoli tutti e tre in auto, e appena riprendiamo velocità, si svegliano dal loro terrorizzato coma, rotolano e grufolano. Sono vivi, e neanche troppo acciaccati. Ma siamo già in città, in un traffico infernale, con il bagagliaio pieno di cinghialetti: e che faccio ora? Il servizio fauna e flora della Provincia, per fortuna, ci indica una clinica veterinaria in cui portarli. Sono un mucchietto setoloso, nascondono i loro morbidi nasoni nell'incavo delle ascelle per non guardare il mondo pauroso. Per ora, vivranno. Non mi lamenterò mai più per i grandi solchi che scavano in giardino.

 

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