IL GIARDINIERE IMPROVVISATO

 

 

 

9 gennaio 2004

 

La rosa più brutta
Sin dal nostro arrivo, nel giardino di casa vi erano due grossi cespugli di rose, degli ibridi di tea del rosa più rosa che una rosa possa avere: piantati simmetrici sotto un vecchio ciliegio, e con la tendenza a "filare" per raggiungere la luce. Rose più brutte non riesco a immaginarne: ciononostante non sono mai state estirpate, e sopravvivono anche a drastiche potature di ringiovanimento che somigliano tanto a piccoli tentativi di omicidio. A fine dicembre, finalmente liberate dall'ombra del ciliegio, erano ancora tutte in fiore: piccoli, intirizziti boccioli spuntavano sui loro lunghi steli. Portati in casa, si sono schiusi in una lunga, morbida fioritura: le coppe un po' sfatte che ricordano le vecchie rose, i petali verdolini all'interno e di un freddo, stremato lilla all'esterno. Indimenticabile regalo di una bruttina stagionata.

 

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